tradimenti
Il cazzo del giovane stagista 7 - Finale
19.09.2025 |
3.390 |
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"Mi ero raccomandata, ti ho dato la casa perché eri in difficoltà e lavorando qui con noi pensavo di non avere problemi”..."
“Ci vediamo domani ragazzi” dico andando via “ottimo lavoro oggi, grazie”.Entrambi mi salutano. Chiamo Carlo dalla macchina, gli dico che sto andando a casa, sono uscita prima perché me lo sono preso come premio per oggi.
“Non andare a casa, passa a prendermi in ufficio. Dammi il tempo di riorganizzare quella cosa e andiamo insieme” mi dice Carlo.
Quando arrivo sotto al suo ufficio, è già lì ad aspettarmi. Monta in macchina, mi dà un bacio e mette il navigatore con la destinazione da raggiungere. La via non la conosco. Comunque stando fuori città, immagino sia qualcosa di piccante.
Parcheggio la macchina e andiamo verso una palazzina: suona, ci viene ad aprire una bella signora di mezza età, molto appariscente.
“Buonasera Signor Carlo, buonasera signora Martina, benvenuti” ci accoglie la signora “potete lasciare qui tutti i vostri effetti. Queste sono le chiavi degli armadietti che vi sono stati assegnati. All’interno potete trovare tutto quello che vi serve. Buona permanenza”.
Ringraziamo ed andiamo verso gli spogliatoi.
“Carlo, ma dove siamo?” chiedo io.
“Non preoccuparti, goditi il momento e non fare domande, mi ringrazierai” mi risponde mio marito.
Mi dirigo verso lo spogliatoio delle donne, apro l’armadietto che mi è stato assegnato e trovo dentro un accappatoio bianco, un paio di ciabatte ed un asciugamano. Le istruzioni all’interno dicevano di non portare altro. Quando esco, trovo mio marito ad aspettarmi.
“Andiamo” mi dice.
Siamo in una SPA privata, all’interno di una struttura nota solo a pochi.
Dopo la sauna ed un bagno nella vasca idromassaggio, ci vengono a chiamare, ci dicono che è il nostro turno.
Entriamo in una stanza, ci sono due lettini per massaggio, messi uno di fronte all’altro ed un solo spogliatoio. Entriamo insieme, ci spogliamo ed appendiamo i nostri accappatoi. Mi avvolgo intorno al busto l’asciugamano e la stessa cosa fa mio marito, avvolgendolo intorno al bacino.
Ci sdraiamo a pancia sotto sui lettini così ci guardiamo. Entrano due persone: un ragazzo di colore molto bello, alto, muscoloso. Si chiama Leon, è cubano. Insieme a lui c’è una ragazza di colore. Si chiama Yasmel, anche lei cubana, alta, formosa. Il ragazzo ha il classico pantalone bianco e magliettona bianca. La ragazza ha un vestito corto, bianco, con in mezzo una zip che percorre tutto il vestito.
Si mettono di fianco a noi, ci tolgono l’asciugamano, ci spalmano di olio ed iniziano il massaggio. Il ragazzo si dedica a me. A Carlo ci pensa la ragazza. Mi sto godendo il massaggio, davvero ben fatto e guardo mio marito sotto le mani sapienti di quella giovane ragazza. Entrambi finiscono allo stesso tempo. Il ragazzo di colore sposta il mio lettino di fianco a quello di mio marito. Ci dicono di girarci. Io lo faccio cercando di rimanere coperta con l’asciugamano, ma ci dicono di toglierlo. Siamo entrambi nudi, ci guardiamo e ci teniamo la mano come due fidanzatini.
Il mio massaggiatore inizia a massaggiarmi le gambe spargendo olio profumato e piano piano sale. Passa a massaggiare il mio corpo, massaggiando energicamente il mio seno. Sto gradendo perché sento che mi sto quasi bagnando. Si mette di fianco a me, il bacino vicino al mio viso. Si china per massaggiare il mio bacino. Passa pericolosamente le mani vicino alla mia fica appoggiando di fatto il suo cazzo sulla mia bocca. Mi giro, guardo mio marito che mi sorride. La ragazza lo sta massaggiando attorno al suo cazzo che svetta fiero. Mi fa cenno di lasciarmi andare e divertirmi. Il ragazzo infila un dito nella mia fica massaggiandola. Io tiro giù il suo pantalone e come una catapulta esce fuori un cazzo nero, venoso, lucido. Insomma, bello! Lo massaggio un po’, il ragazzo aumenta il ritmo con la mano, l’altra massaggia il mio seno. Spinge il suo cazzo verso la mia bocca e me lo infila tutto dentro. Inizio a fargli uno dei miei pompini. Credo che gli piaccia perché ha la testa girata verso l’alto e sta godendo mentre mi infila sempre di più il dito in fica e stringe tra le dita il mio capezzolo.
Mi stacco un attimo e vedo la ragazza in ginocchio sopra mio marito intenta a fargli un pompino. Carlo mette una mano sopra la testa della ragazza e la spinge sul suo bacino, credo che sta gradendo il servizio. Riprendo in bocca quel palo di ebano stupendo e me lo gusto tutto.
Carlo nel frattempo chiede alla ragazza di togliersi il vestito, le basta slacciare la zip che sotto è completamente nuda. Lo stesso fa il ragazzo con me, si toglie pantaloni e maglietta e sotto non ha niente. Niente si fa per dire perché ha un fisico meraviglioso, tutti i muscoli al punto giusto, ma quello che voglio io è incredibile. Lo faccio sdraiare sul lettino e dopo avergli leccato ancora il cazzo, mi ci siedo sopra e mi faccio impalare. È così largo e lungo che fatica ad entrare, ma piano piano ci riesco e me lo godo dentro prima di iniziare a cavalcarlo. La stessa cosa fa la ragazza sull’altro lettino sul cazzo di mio marito, solo che lei fatica di meno a infilarselo. Mi tolgo un attimo dal quel palo nero, scendo e avvicino il nostro lettino a quello di mio marito. Risalgo su e mi metto di nuovo il cazzo nero dentro. Ora sono vicino alla ragazza e le faccio segno che voglio baciarla. Mentre cavalchiamo i nostri stalloni, ci baciamo in maniera appassionata. Decidiamo quindi di passare ad un unico lettino: io mi metto a pecora da una parte, la ragazza dall’altra. Ora siamo viso a viso, continuiamo con il bacio di prima mentre il ragazzo mi infila il suo bel palo nella fica ed un dito nel culo, preparandomi per dopo. Mio marito sta scopando la ragazza, sento che gode da come mi bacia.
“Mettimelo nel culo, ora” urlo al ragazzo e riprendo a baciare la ragazza
Lui esegue ma prima mi lubrifica bene il culo con una crema che ha già preparato e poi, prima di incularmi, lubrifica il suo cazzone, lo punta al mio culo e lo spinge dentro. Urlo dal dolore, ma dura poco. Poi è solo goduria. Mio marito incula la ragazza, lo stallone nero incula me e noi donne ci baciamo. Carlo decide che entrambe dobbiamo essere spruzzate di sborra, ho capito dove vuole andare a parare, il porcellino. Ci mettiamo tutt’e in ginocchio di fronte ai nostri uomini, io lecco e Leon, mentre Yasmel lecca Carlo. Sborrano quasi assieme, Leon in faccia a me: tanta densa, bianca. Carlo sborra in faccia alla ragazza. Non appena hanno finito, lecco il viso della ragazza e lei lecca il mio. Non lasciamo una sola goccia di sperma in giro. O la raccogliamo con le dita e ce la mettiamo in bocca, o la lecchiamo.
Carlo si sdraia sul lettino distrutto, stanco ma appagato. Leon mi bacia prima di andare via. Io lecco un po’ il cazzo di mio marito per farlo tornare barzotto e me lo infilo dentro. Lo cavalco un po’, ho bisogno del cazzo di Carlo, anche se quello di Leon…
Al ritorno è Carlo a guidare la mia auto, l’indomani sarebbe andato a lavoro con un taxi. La sua auto l’aveva lasciata nel garage aziendale.
“Grazie amore” gli dico “avevo proprio bisogno di un massaggio e di qualcosa di particolare”.
“Sapevo che avresti apprezzato” dice Carlo “è qualche giorno che ti vedo strana, pensierosa, assente. Anche se ogni tanto mi sorprendi, poi ritorni com’eri prima e io non voglio vederti così”.
“Scusami” riesco solo a dire “è che il lavoro ultimamente mi assorbe parecchio”.
“Non c’entrerà qualcosa quel nuovo ragazzo, vero?” mi chiede.
“No no Leonardo è un ragazzo in gamba” gli dico “lui ci sta dando una grossa mano”.
“Ricorda però al tuo collega di pagare l’affitto” mi dice stizzito “è in ritardo di due mesi”.
“Non lo sapevo” rispondo “domani gliene parlo, tranquillo”.
Ci fermiamo a mangiare nel nostro ristorante preferito prima di andare a casa e rilassarci a letto.
La mattina dopo arrivo in ufficio e per prima cosa, convoco Leonardo nel mio ufficio. Faccio lasciare la porta aperta così non mi gioca brutti scherzi e Sara potrà essere involontaria testimone di quanto sto per dirgli.
“Dimmi Martina” mi dice guardandomi con il suo sguardo magnetico cercando di corrompermi.
“Mi ha detto mio marito” gli dico “che sei in ritardo di due mesi con l’affitto. Mi ero raccomandata, ti ho dato la casa perché eri in difficoltà e lavorando qui con noi pensavo di non avere problemi”.
Io lo guardo solo un attimo, combatto con il mio desiderio di averlo.
“Sì scusami Martina” mi dice con un’aria affranta “ti prometto che risolverò presto, chiedi scusa anche a tuo marito da parte mia”.
Lo guardo fisso, la mia fica si bagna. Dopo qualche minuto che è tornato alla scrivania, mi manda un messaggio: “stasera a casa mia, ti faccio mangiare bene”.
Non appena leggo il messaggio, ho un brivido assurdo. Gli rispondo che accetto e che avrebbe dovuto farmi sapere cosa avrei dovuto portare. Male che va, mi fermo lungo la strada a prendere una buona bottiglia.
Durante la mattinata chiamo Carlo: gli dico che ho parlato con Leonardo e che penso di aver risolto tutto e che stasera non avrebbe dovuto aspettarmi per cena.
La giornata lavorativa scorre tranquilla, specialmente con Leonardo. Sto contando le ore che mi separano da lui, lo desidero come una ragazzina desidera il suo primo amore.
Alle 19 sono sotto casa sua. Non avendo avuto indicazioni su cosa portare, mi sono fermata in un’enoteca ed ho preso un’ottima bottiglia di vino.
Citofono e mi dice di salire. Mi viene ad aprire la porta completamente nudo, rimango senza parole. Mi dà un bacio, prende la bottiglia e la poggia sul tavolo.
“vuoi questo cazzo?” mi dice improvvisamente.
“lo voglio da stamattina” gli dico.
“Allora per averlo, farai tutto ciò che ti dico” dice Leonardo “alla lettera. Se sbagli o dici di no, oggi niente cazzo”.
Ci penso, lo guardo, lo voglio.
“Accetto” dico mentre mi tremano le gambe.
“Adesso spogliati puttana” mi ordina.
Eseguo il suo ordine, mi spoglio mettendo i miei vestiti su una sedia. Leonardo mi gira intorno e mi guarda. Poi mi porge un collare ed un guinzaglio.
“Mettiteli cagna” mi ordina. Indosso sia l’uno che l’altro.
“Brutta cagna” mi dice minaccioso “non ti azzardare più a ridicolizzarmi davanti a tutti. Volevi una bella cena a base di cazzo? Ora ti accontento. Mettiti a quattro zampe!”
Mi metto giù come ordinato. Leonardo tira il guinzaglio e mi porta in cucina.
“Volevi una buona cena? Eccola” mi dice indicando due ciotole: una con cibo per cani ed un’altra con acqua “mangia e bevi tutto e non sporcare per terra”.
Rimango perplessa, non so che fare. Leonardo mi struscia il suo cazzo davanti alla bocca.
“Hai detto che volevi il mio cazzo?” ribadisce “e vuoi anche una buona cena? Allora mangia la tua cena e dopo forse avrai il cazzo”.
Me lo dice mentre struscia il suo cazzo sui miei occhi e sulla mia bocca. Rimango immobile, inebetita. Leonardo afferra quindi il mio viso, lo stringe tra le mani ed avvicina il suo viso al mio.
“Allora non hai capito. Te lo spiego una sola volta. Devi mangiare la cena che ti ho preparato con tanto impegno. Altrimenti te ne puoi anche andare a casa e la finiamo qui, chiaro?”
Mi chino sulla ciotola con il cibo ed inizio a mangiare usando solo la bocca. Mi faccio coraggio e mando giù il primo boccone. Poi bevo dall’altra ciotola. Vado avanti per qualche minuto mentre Leonardo mi guarda sempre tenendo il guinzaglio.
“Cagna, non posso stare tutta la serata qui ad aspettare i tuoi comodi” mi dice. E mi dà uno schiaffone sul culo che mi pizzica per un po’.
Cerco di sbrigarmi a mangiare ed a bere. Leonardo mi guarda e ride.
“Che brava cagna che sei” mi dice “hai pure un bel culo che ti vorrei sfondare come si deve”.
Finisco di mangiare e di bere. Intorno alla ciotola del cibo è caduto qualcosa. Leonardo mi prende per i capelli e mi struscia il viso sul cibo caduto e nella ciotola.
“Il cibo non va sprecato” mi dice “ci ho messo tanto a prepararlo e tu lo sprechi così”.
E mi dà due schiaffoni sul culo. Tira il guinzaglio e va verso il salone, sono costretta a seguirlo. O meglio, mi va di seguirlo, lo farei ovunque. Leonardo si siede sul divano ed allunga i piedi verso il mio viso.
“Sai cosa fare e fallo bene” mi ordina
Inizio a leccargli i piedi come vuole lui, succhiando ogni dito singolarmente e leccando in mezzo alle dita. Quando è soddisfatto, si alza in piedi, mi prende per i capelli e mi sbatte il viso suo cazzo.
“Brava puttana, oggi te lo sei quasi guadagnato” mi dice “devi migliorare, non hai gradito la cena e mi dispiace, La prossima volta cambierò menù, te lo prendo a base di pesce, sono sicuro che ti piace di più”.
Prende in mano il suo cazzo e me lo ficca in bocca. Mentre lo sto succhiando, mi schiaffeggia.
“Succhia puttana. Ora ti do la tua dose di sborra che servirà a pagare un mese di ritardo dell’affitto” mi dice “stasera quando torni a casa dal cornuto, digli che ho pagato”.
Mi spinge il suo cazzo in bocca quasi a farmi vomitare e mi scarica velocemente la sua calda crema che ingoio tutta. Invece di farmi pulire il cazzo come piace a me, lo sgrulla sul mio viso sporcandomi tutta.
“Adesso vestiti e vattene, non voglio vederti” mi dice. “a domani zoccola”.
Mi vesto rapidamente ed esco. Mi fermo ad una fontanella a lavarmi il viso e quando torno in macchina, sto piangendo come una ragazzina. Quando torno a casa, mi faccio coraggio e racconto tutto a Carlo. Ho dovuto faticare per tenerlo, stava andando a casa di Leonardo e non so come sarebbe potuta andare a finire. Mi prendo un giorno di ferie per riprendermi e telefonare ad alcune persone.
La mattina successiva vado in ufficio, sollevata e più tranquilla. Arrivo prima di tutti. Sara e Leonardo arrivano insieme, si sono incontrati all’ascensore. Li stavo aspettando alle loro scrivanie.
“Buongiorno Martina” mi dice Sara “stamattina mattiniera. Andiamo subito a prendere il caffè?”
“Buongiorno Martina” mi dice semplicemente Leonardo.
“Buongiorno ragazzi” dico loro mentre prendo due buste destinate a loro e gliele consegno.
Sara apre la sua: è una lettera di promozione con aumento di stipendio. In pratica non lavorerà più per me, ma con me. Avrà un ruolo direttivo e potere decisionale.
Sara mi guarda e mentre piange mi abbraccia forte.
“Ora è il turno di Leonardo, forza apri la tua lettera” dico sorridendo.
Leonardo apre la sua, poi improvvisamente sbianca e mi guarda.
“Che cosa c’è scritto” chiede Sara guardando lui e guardando me.
“C’è scritto che da questo preciso momento verranno cambiate le mie mansioni” dice balbettando Leonardo “Che una parte del mio stipendio sarà congelata per restituire gli affitti non pagati, come da lettera allegata firmata da un avvocato e che in caso di dimissioni o licenziamento prima della restituzione, la somma rimanente verrà detratta dalla mia liquidazione, oppure richiesta ai miei genitori mediante pignoramento dei loro beni. Ma non puoi farmi questo!!”
“Certo che posso” gli dico “ti dò un consiglio: controlla sempre bene quello che firmi, specialmente quando a farti firmare sono persone di fiducia”.
Nel mentre gli squilla il telefono. Risponde, diventa ancora più bianco e senza aggiungere altro, dice che sarebbe arrivato subito.
“Ho bisogno di un permesso, forse meglio un giorno di ferie” mi dice.
“Non devi chiederlo a me, ma al tuo nuovo responsabile: Sara”.
Non appena va via, Sara mi chiede cosa è successo. Le racconto tutto, mi libero di questo peso anche con lei. Alla fine le dico che fuori di casa stava lo aspettando mio marito. Aveva fatto svuotare l’appartamento ed il trasportatore voleva sapere dove avrebbe potuto consegnare le sue cose.
“Io glielo avevo detto di controllare sempre bene prima di firmare” dico ridendo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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